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This is Cosmos Country

This is Cosmos Country

Pagina italiana sulla squadra di "soccer" americana più famosa al mondo: I New York Cosmos

Cosmos, riepilogo ultimi avvenimenti

Trasferta amara in quel di Miami per i Cosmos che soccombendo per 2-1 contro la capolista Miami FC allenata dall'ex Lazio e Milan Alessandro Nesta e di proprietà di Paolo Maldini e Mauro Silva vedono aumentare il distacco dalla capolista a ben dieci lunghezze con appena tre partite ancora da giocare, dicendo così matematicamente addio al trofeo primaverile, e scivolando al terzo posto scavalcati dalla sorprendente matricola San Francisco Deltas. Con questa sconfitta New York è matematicamente eliminata dalla corsa per il titolo primaverile, ma ce la deve comunque mettere tutta negli scontri rimanenti per poter poi affrontare gli eventuali play-off con più serenità. I tifosi devono comunque essere contenti dell'andamento della squadra che pur essendo campione uscente ha rischiato di scomparire nel nulla e trascinare con se la lega, e comunque è andata incontro ad una grossa ristrutturazione interna e come se non bastasse ha perso per strada oltre ad Andrea Mancini, al momento ancora senza squadra, anche il brasiliano Amauri che seppur figurando nominalmente nell'organico non si allena e non torna a New York oramai da mesi. Per la Fall Season però la squadra allenata da Savarese potrà contare su due rinforzi che pur non essendo marquee player con nome tale da creare quello che gli americani chiamano hype, parola che potrebbe essere tradotta in senso lato come iperbole, potranno sicuramente dare il loro contributo in campo, ed uno di loro sarà sicuramente il benvenuto tra i tifosi del Cosmos, mentre l'altro potrebbe dare un aiuto oltre che in campo pure sugli spalti creando un richiamo per la sua comunità. Si tratta del cavallo di ritorno Lucky Mkosana e del centrocampista israeliano Kobi Moyal, roccioso centrocampista difensivo prelevato dal Beitar di Gerusalemme, ma con esperienza anche in Europa con i moldavi dello Sheriff Tiraspol, con i quali ha giocato anche in Champions League, ed è stato insignito del premio di centrocampista dell'anno oltre a vincere il campionato nazionale nel 2014. Per la sua grinta e le sue abilità è stato soprannominato Gattuso come il celebre centrocampista del Milan, e considerando che a Brooklyn risiede la più numerosa comunità ebraica degli States, ben 600000 residenti, si spera che il suo arrivo oltre a fare la differenza in campo faccia si che anche la sua comunità cominci a interessarsi della squadra di soccer più famosa d'America rinsaldando un legame presente fin dalla notte dei tempi, visto che il fondatore e mecenate dei New York Cosmos nonché proprietario della Warner Bros, Steve Ross, era appunto ebreo così come lo era uno dei più illustri e potenti tifosi della squadra che al tempo riusciva a portare al Giants Stadium 70000 persone, ovvero l'eminenza grigia della casa bianca Henry Kissinger, pedina molto importante nella trafila diplomatica che vide Pélé lasciare il Brasile per approdare nella grande mela e cominciare quell'epopea che lasciò poi i suoi strascichi dai quali nacque la golden generation che diete poi vita alla MLS. A livello di giocatori vanno ricordati il bulgaro David Primo, al secolo Primoski, nato in Bulgaria ma cittadino israeliano con un passato nell'Hapoel Tel Aviv e nell'Hapoel di Ramat Gan e Baltimore Bays i NPSL e NASL ed anche l'attaccante Mordechai Sphiegler, attaccante prelevato dal Paris S.G. e facente parte della nazionale israeliana che sebbene rimasto nei Cosmos una sola stagione con un pugno di reti segnate, appena 6 in 17 partite e 4 assist, viene comunque ricordato per aver duettato con Pélé durante la partita d'esordio al Downing Stadium contro i Dallas Tornado durante la quale segnò il goal dell'1-2 grazie ad un assist del fuoriclasse brasiliano e gli fornì successivamente il cross grazie al quale l'ex Santos e tricampione mondiale schiacciò di testa riportando il risultato in pari. Per quanto riguarda invece Lucky Mkosana l'attaccante dello Zimbabwe era già presente in squadra nel 2015 e 2016 e sebbene non sia molto prolifico è molto amato dai propri tifosi anche per via del suo goal che permise ai biancoverdi di pareggiare nel 2015 contro gli arcirivali del New York City F.C. in US Open Cup, sfida finita poi ai rigori con la vittoria della squadra di Savarese. Con il fallimento della società l'attaccante aveva trovato casa in Finlandia presso l'IFK Mariehamn, dove però è sceso in campo solo 9 volte segnando due reti. La storia del suo ritorno in Usa ha però dell'incredibile, perché il suggerimento di richiamare a New York l'attaccante africano è partito dall'idea di un adolescente italo-americano di nome Angelo Coniglio. Angelo e la sua famiglia sono tra il manipolo di coraggiosi che fin dall'inizio ha seguito il ritorno dei Cosmos nell'apatica ed inospitale Long Island presentandosi ogni partita all'Hofstra Stadium. I genitori del ragazzo ricordavano gli anni di gloria del sodalizio e quando hanno saputo del ritorno dei Cosmos sono stati tra i primi a presenziare allo stadio. La notizia era arrivata loro tramite l'allenatore dei loro figli, Angelo e Frankie Jr, perché la squadra giovanile dove giocano i due ragazzini è diventata affiliata al programma giovanile della squadra storica della grande mela. L'amicizia tra Angelo e il calciatore nasce nel 2015, quando Angelo viene chiamato a fare il raccattapalle a Long Island ed in un momento di pausa scambia alcune parole con Mkosana riguardo l'andamento della partita. Il giocatore ed il ragazzo sono poi diventati amici su Facebook ed Angelo ha cominciato assiduamente a seguire gli allenamenti della squadra entrando in confidenza pure con Giovanni Savarese il quale spiega sommariamente l'accaduto :”Essenzialmente è partito tutto da lui, un ragazzo così giovane stava pensando come farlo tornare a New York, ho pensato che fosse una bellissima storia familiare e di amore e passione per i Cosmos. Recentemente si è avvicinato a me e mi ha detto Gio, parlo costantemente con Lucky, non sta giocando molto. Allora perché non lo chiami e non gli dici di tornare a giocare per noi? E gli ho risposto se hai contatti con lui digli che qui è casa sua e che può tornare quando vuole, così Angelo gli ha scritto e gli ha spiegato la situazione ed in pochi giorni ho ricevuto una chiamata da Lucky”. L'adolescente italo-americano racconta la sua versione dei fatti :”Ho cominciato a parlare a Lucky da quando se n'è andato in Finlandia, e la squadra è stata rifondata. Mi mancava e volevo tornasse in squadra. Ogni volta che vedevo Savarese io e mio fratello gli dicevamo che ci voleva più potenza in attacco, e gli dicevo che Lucky sarebbe tornato se glielo si fosse chiesto, il suo contratto scadeva a Dicembre. Sapevo che sarebbe accaduto perché mi aveva promesso che un giorno sarebbe tornato. Sentivo dentro di me che c'era una possibilità, e dopo ogni sconfitta in casa dicevo dobbiamo riportare a casa Lucky, dobbiamo riportare a casa il numero 77”. Savarese ha speso ancora parole positive riguardo al piccolo Angelo raccontando anche che spesso si presenta coi suoi appunti proponendo all'allenatore sei o sette differenti formazioni :”E' un bravo ragazzino, ci supporta sempre e ci dice sempre cosa pensa, è positivo e propositivo, la sua presenza ci tira su il morale”. Alla domanda, scherzosa ma non troppo se il ragazzo potrebbe essere chiamato come direttore sportivo la risposta è stata :”Si, ma il suo capo sarà Luke Sassano” con risata finale. Vedremo se nella Fall Season il giocatore darà il suo contributo ad una squadra che più che mai necessita di potenza nel reparto offensivo. Mkosana non è mai stato particolarmente prodigo di goal ma ha sempre fatto movimento in campo e creato occasioni, in più era già presente a New York nel biennio passato per cui ci metterà poco a reintegrarsi negli schemi di Savarese. Tornando a parlare di calcio giocato la sconfitta di Miami è stata amara anche perché New York era passata in vantaggio con Emmanuel Ledesma, sempre più fondamentale negli schemi della squadra, ma è stata poi raggiunta e superata dalle reti di Stefano Pinho al 20' e dell'italiano Vincenzo Rennella all'inizio del secondo tempo. Cosa rende ancora più amara la sconfitta è il non aver saputo capitalizzare il fatto che dal 59' per via dell'espulsione di Kwadwo Poku, Miami ha giocato con un uomo in meno ma New York non è riuscita a cambiare il risultato, perdendo così anche matematicamente la possibilità di poter ancora concorrere per il titolo primaverile. Titolo primaverile che tra le altre cose Miami non ha ancora incassato per via dell'imprevista sconfitta in North Carolina che lascia quindi la strada ancora aperta a Jacksonville e la sorprendente San Francisco, al secondo posto durante il suo anno da esordiente. Savarese ha dichiarato :”Abbiamo giocato bene, abbiamo tenuto la palla ma siamo stati sfortunati sul secondo goal, abbiamo cercato di vincere ma Miami si è difesa bene anche in dieci, continueremo a lavorare sodo fino alla fine del campionato primaverile”. Jimmy Mulligan ha aggiunto :”Brutto risultato e campionato difficile, c'è ancora tanto da fare ma restate con noi, siamo un gran gruppo, amiamo i nostri tifosi, miglioreremo”. Nemmeno Jimmy Maurer su twitter si è discostato dai pareri del suo allenatore e del compagno di squadra :”Cocente sconfitta sabato a Miami ma abbiamo giocato bene, ce l'abbiamo messa tutta, siamo sulla strada giusta”. Il 4 Luglio invece, festa nazionale negli Usa, New York si è congedata dal suo pubblico per la stagione primaverile ospitando tra le mura amiche dell'MCU Park gli Indy Eleven, squadra con cui l'anno passato avevano combattuto in finale nel piccolo Belson Stadium per il titolo Nasl 2016 vinto poi dai Cosmos ai rigori. Quest'anno le cose per Indianapolis non vanno molto bene, e la squadra occupa gli ultimi posti della classifica, ma sia dal punto di vista del gioco che dei risultati è in netta ripresa, in più per New York è sempre stata un avversario ostico. Non dimentichiamo che nel 2014 proprio un pareggio a reti inviolate con l'allora esordiente Indy Eleven costò a New York il titolo primaverile, vinto dai Minnesota United emigrati alla fine dello scorso anno nei più verdi pascoli della MLS, mentre lo scorso anno fu la stessa Indianapolis a fregiarsi dello Spring Championship a spese dei newyorkesi grazie ad un'inaspettata vittoria sugli allora Carolina Railhawks per 4-1 che permise loro di raggiungere i Cosmos in classifica e risultare primi per una migliore differenza reti. Anche questa volta Indianapolis si è dimostrata un avversario più difficile del previsto ed ha costretto New York ad una partita in rincorsa conclusasi sull'1-1 grazie al rigore realizzato dall'argentino Ledesma all' 86'. Un dato posititvo è stata invece l'affluenza, ben 6734 spettatori accorsi anche tramite un sapiente lavoro del front office della squadra e dell'estate newyorkese che fa si che Coney Island si rianimi e venga invasa da cittadini provenienti da tutti gli altri boroughs e gli immancabili turisti. In questa cornice già famosa in tutto il mondo i Cosmos stanno compiendo un sapiente lavoro di marketing presenziando in tutti gli eventi locali e non distribuendo numerosi gadgets e giveaway dando così la percezione sia ai turisti che agli abitanti di New York che i Cosmos non sono più soltanto passato ma sono tornati alla carica. Questo fa anche capire il pessimo lavoro della precedente gestione e quanto Long Island non fosse adatta ad una squadra di soccer seppure con quel blasone e storia. Vedremo se durante la Fall Season i numeri si manterranno alti o almeno decenti facendoci dimenticare i numeri striminziti dell'Hofstra Stadium ed anche purtroppo a volte visti all'MCU Park seppure con alcune attenuanti generiche quali nubifragi o partite giocate in giorni feriali oppure orari spostati quasi all'ultimo momento. Per la cronaca Savarese ha mandato in campo Maurer, Richter, Ochieng, Barnes, Mulligan, Ayoze e Restrepo nel ruolo di ali, coppia centrale formata da Guerra e Sztela e duo di attacco composito da Ledesma e Pablo Vranijcan. Tra convocazioni per la Gold Cup, infortuni e squalifiche (mancavano oltre Jakovic, Herrera, Flores e Menjivar per la Gold Cup, anche Diosa e Mendez per infortunio, nonché Javi Marquez) l'organico a disposizione era molto risicato ed in panchina sedevano Kyle Zobeck, i giovani Danilo Radjen e Blejdi Bardic, prelevati dalla squadra B, Eric Calvillo, Alexis Velela, Salvatore Barone ed Eugene Starikov, unico tra i panchinari con una certa esperienza. Indianapolis schiera invece Busch, Franco, Falvey, Keller, Vukovic, Smart, Speas, Ubiparipovic, Ring, Braun e Zayed, rivelazione della scorsa stagione quest'anno ancora a secco, con i sostituti Cardona, Palmer, Henderson, Thompson, Goldsmith, ed Ables per una panchina di sole sei unità. La partita ha riflettuto un po la stagione dei biancoverdi con i suoi problemi, fatti di incapacità di concretizzare la supremazia a centrocampo, occasioni sprecate ed instabilità difensiva spesso dovuta ad errori di Ochieng o assenza del capitano Mendes che però anche in campo comincia a perdere colpi, il tutto unito ad una preseason troppo corta ed un gap della preparazione sia tecnica che atletica dovute alla situazione che tutti conosciamo e ricordiamo con angoscia, ed allo scarsa potenza dell'attacco, con Amauri sparito in Florida ma ancora sotto contratto, Diosa infortunato, Herrera che ha cominciato a segnare solo di recente e Pablo Vranijcan arrivato da poco. New York avrebbe meritato più del pareggio ma nel calcio si sa, vince chi la butta dentro, e con questo 1-1 finale la squadra di Savarese resta al quarto posto tallonata da North Carolina a soli tre punti grazie all'inaspettata vittoria su Miami. Questo sabato le due squadre si affronteranno ancora stavolta nell'Indiana al Carrol Stadium, e in seguito i biancoverdi concluderanno la stagione ad Edmonton in Canada. E' importante per New York fare punti, meglio ancora se vittorie, per poter rimanere nella corsa al titolo estivo e nazionale. Poi in estate ci sarà l'amichevole in Canada contro il Sevilla e si riprenderà con la Fall Season, sperando in risultati migliori ed un maggior amalgama tra vecchi e nuovi giocatori. Aspettando di sapere cosa succederà al Carrol Stadium ed in Canada da New York per ora è tutto

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Riusciranno i nuovi acquisti a migliorare i risultati in campo e portare gente allo stadio?

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