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This is Cosmos Country

This is Cosmos Country

Pagina italiana sulla squadra di "soccer" americana più famosa al mondo: I New York Cosmos

New York Soccer History (quinta puntata)

 

La lenta agonia dei Cosmos e della NASL (1981-85)

 

Purtroppo per il soccer Usa la NASL aveva fatto il passo più lungo della gamba, un’espansione troppo frettolosa, l’investire troppo sulle costose stelle straniere a fine carriera ma anche su giocatori inglesi di seconda e terza divisione invece che puntare su un parco giocatori made in Usa, sebbene qualche calciatore interessante stesse venendo fuori, la concorrenza della MISL e il fallimento dell’avventura televisiva con la ABC, nonché un numero di investitori a dir poco discutibili la stavano spingendo verso l’ecatombe. Alla fine della stagione 1980 Houston Hurricane, Washington Diplomats e Rochester Lancers, una delle franchigie storiche della lega, falliscono, e New England Tea Men dopo la stagione indoor si trasferiscono a Jacksonville, in Florida. Cessano di esistere anche i Detroit Express che si rilocano a Washington per diventare i nuovi Diplomats. In ultimo i Memphis Rogues si spostano in Canada dove diventano i Calgary Boomers. L’affluenza in tutta la lega subisce un brusco calo, e il problema non lascia immuni i Cosmos che crollano a 34835 presenze al Giants Stadium. Anche all’interno della società il clima sta cambiando, la squadra ha smesso di spendere e spandere, infatti gli unici due innesti per la stagione 1981 sono assieme al cavallo di ritorno Robert Iarusci, il difensore slavo Ivan Buljan, l’attaccante sudafricano Steve Wegerle e l’ecuadoriano naturalizzato americano Hernan “Chico” Borja, in più Carlos Alberto viene dato in prestito per un anno ai California Surf. La preseason comincia come solito alle Bahamas dove il 1 Febbraio i Cosmos cancellano i modesti svizzeri del Birsfelden per 9-0. Il tour continua in Argentina e la squadra di Chinaglia registra un pareggio e vittorie consecutive sebbene contro avversari di secondo piano quali Deportivo Moron, affrontato il 16 Febbraio e che riesce a tenere testa ai Cosmos bloccandoli sul 2-2, il Cipolletti, che viene sconfitto cinque giorni dopo con un perentorio 4-1, e il Boca Bariloche, asfaltato per 9-1 il giorno seguente. Il 25 Febbraio però a Santiago del Chile il Colo-Colo sconfigge di misura gli americani, che fanno tesoro di quell’amaro risultato e il 3 Marzo 1981 sconfiggono il temibile Penarol de Montevideo per 4-3 davanti ai propri spettatori, per l’esattezza 40000. La musica non cambia nemmeno a San Paolo del Brasile coi Cosmos che vincono 3-1 davanti ai 50000 appassionati tifosi del Sao Paulo. L’8 Marzo ad Asuncion la nazionale del Paraguay viene umiliata davanti al proprio pubblico per 5-2, ma a Città del Messico il 15 Marzo il Club America, sospinto da una bolgia umana di 105000 persone sconfigge malamente i Cosmos per 4-2. Non c’è tempo per fermarsi e leccarsi le ferite, due giorni dopo Chinaglia & c. volano a Los Angeles per disputare il torneo L.A. Soccer Classic sponsorizzato dalla Coca-Cola. La prima partita vede i Cosmos ridurre a mal partito la nazionale del Salvador per 5-1, e il giorno dopo New York si aggiudica il trofeo battendo di misura i Los Angeles Aztecs. L’unica nota negativa è la scarsità del pubblico, appena 4534 spettatori dispersi all’interno del Los Angeles Coliseum. Il campionato comincia e i Cosmos sono ancora primi in classifica nel loro girone con 23 vittorie e 9 sconfitte, ed essendo campioni in carica saltano il primo turno dei play-off. Nei quarti di finale il circo calcistico della Warner Bros vince spettacolarmente contro i Tampa Bay Rowdies per 6-3 tra le mura amiche, ma in Florida la musica è diversa e i Rowdies la spuntano per 3-2 agli shoot-out. Ci vorrà un ulteriore spareggio a New York dove i Cosmos passano il turno vincendo con un rotondo 2-0. Le semifinali vedono i Cosmos ancora alle prese con una squadra della Florida, stavolta i Fort Lauderdale Strikers, che vengono archiviati con doppia vittoria dei newyorkesi per 4-3 e 4-1, staccando così il biglietto per la finale che per la prima volta si tiene in Canada, per la precisione a Toronto. Davanti a soli 36971 spettatori, dopo una partita dura e molto muscolare New York Cosmos e Chicago Sting giungono agli shoot-out, e purtroppo per la squadra allenata da Hennes Weisweiler saranno questi ultimi a vincere 2-1 accaparrandosi così il loro primo titolo. Oltre all’amarezza della finale si aggiunge anche quella della Transatlantic Challenge Cup, vinta dai Seattle Sounders. I Cosmos partono bene sconfiggendo il 12 Luglio i Celtic Glasgow per 2-0 davanti a 29215 spettatori. Tre giorni dopo sono gli inglesi del Southampton a pagare pegno ai newyorkesi che prevalgono per 2-1. Il pubblico si mantiene stabile aumentando di poco lambendo così le 29614 unità. La finale però ha un sapore amaro per i Cosmos che il 19 Luglio vengono fermati sul 3-3 nonostante i due goal di Chinaglia e la rete di François Van Der Elst. I Seattle Sounders si aggiudicano così il prestigioso trofeo per differenza reti davanti a 40724 affranti spettatori che si aspettavano invece un’altra vittoria di New York. Al termine della stagione Giorgio Chinaglia è ancora il capocannoniere della NASL con 29 centri e 16 assist, viene nominato NASL MVP e viene convocato nelle All Stars assieme all’olandese Wim Rijsbergen e lo slavo Vladislav Bogicevic. Bene anche Roberto Cabanas con 16 goal e 9 assist. Come era oramai tradizione i Cosmos hanno disputato durante la stagione alcune amichevoli di prestigio sia per mantenere l’immagine glamour che si erano costruiti negli anni sia per cercare di recuperare così il pubblico perso, e il 20 Maggio il Giants Stadium vede confrontarsi New York contro i belgi dell’Anderlecht che prevale per 2-1. Va meglio contro il Sao Paulo il 4 Giugno, con risultato finale di 2-2. Il 1 Luglio, forse per accontentare la numerosa comunità greca di New York, i Cosmos affrontano al Giants Stadium la nazionale ellenica, ma è la squadra della Grande Mela a vincere per 2-0 di fronte a 42318 spettatori molti dei quali comunque felici di poter vedere la nazionale del proprio paese di origine giocare contro la squadra stellare della loro nuova patria. L’ultima amichevole durante il campionato è quella del 4 Agosto contro i campioni brasiliani del Gremio di Porto Alegre, che riportano un successo esterno per 3-1 nonostante il goal del solito Chinaglia. In Ottobre i Cosmos si imbarcano per un'altra tournée, con le prime due tappe nel vicino Canada per affrontare in un doppio scontro la nazionale della foglia d’acero. Il primo scontro avviene a Calgary, in Alberta il 4 Ottobre e la prima tenzone finisce in pareggio per 1-1. Il 7 Ottobre però a Vancouver in British Columbia la nazionale canadese sconfigge inaspettatamente Chinaglia & c. per 4-0. Il 10 Ottobre New York vola per la prima volta in Islanda dove ha gioco facile della squadra locale del Valur che viene sconfitta 6-2 di fronte a 10500 spettatori, non male considerando l’esigua popolazione locale. Il Germania però la musica cambia e il 14 Ottobre la squadra del Borussia Dortmund ha la meglio sui Cosmos per 4-2. Il 18 Ottobre New York affronta il Milan, ai tempi in decadenza e ancora lontano dalla squadra che diventerà meno di una decade dopo, un San Siro deserto con appena 6000 spettatori accorsi per vedere la partita. Il risultato finale sarà di 1-1. Il tour europeo si conclude ignominiosamente come era cominciato, in Francia la squadra del Lille suona la sveglia ai Cosmos con un cappotto di 7 reti a 1, degna mesta conclusione di una stagione da dimenticare. Il 1982 si apre con una NASL fortemente ridotta causa fallimenti di Atlanta Chiefs, Washington Diplomats, Minnesota Kicks, California Surf, Los Angeles Aztecs e Dallas Tornado, l’unica squadra superstite della prima NASL. La panchina della squadra passa ancora al professore Julio Mazzei, mentre la presidenza della squadra passa da Neshui Ertegun a Rafael De la Sierra. I Cosmos per la prima volta partecipano alla stagione indoor della NASL e pur arrivando ultimi nella loro conference totalizzano una media di 8690 alla Meadowlands Byrne Arena, tra le più alte della competizione indoor. Tra i nuovi arrivi svetta il nome del figliol prodigo Steve Hunt, il roccioso difensore Carlos Alberto tornato dai falliti California Surf, l’attaccante americano già di St Louis Stars e California Surf Steve Moyers, assieme a Ricky Davis uno dei pochi americani al tempo dotati di classe superiore, e in ultimo il centrocampista trini degno prelevato dal draft annuale della NASL Richard Chinapoo. La preseason dei Cosmos comincia alle Bahamas dove il 7 Marzo la squadra di Chinaglia e soci polverizza le Bahamas All Stars 5-0. A differenza degli altri anni, forse anche per una politica di riduzione dei costi, i Cosmos effettueranno meno tour internazionali e punteranno più su amichevoli casalinghe o comunque sempre all’interno degli Usa. All’insegna di questa nuova politica il 23 Marzo New York vola in California per effettuare ancora una volta il L.A. Classic, affrontando il club guatemalteco chiamato Communicaciones. L’esito della partita è una vittoria degli americani per 3-1 di fronte a 26693 spettatori. In finale due giorni dopo i Cosmos si aggiudicano il trofeo sconfiggendo per 3-1 la nazionale dell’Honduras di fronte a soli 8166 spettatori. A Marzo invece il circo del soccer Warner Bros è di scena a Vancouver per un altro torneo, la Spring Cup Vancouver, ma Chinaglia e soci usciranno sconfitti in entrambe le partite, la prima il 27 Marzo, con risultato finale di 2-1 per i Chicago Sting, e la successiva il 30 Marzo, con sconfitta di misura contro gli svedesi del Malmoe. Prima di cominciare il campionato i Cosmos disputano un’amichevole al Giants Stadium contro la nazionale del Perù. Il 4 Aprile 37408 spettatori saranno testimoni oltre ad una vittoria dei Cosmos per 5-1 anche ad una rissa in campo rimasta nella storia. La stagione NASL 1982 inizia, i Cosmos sono ancora primi in classifica nella Eastern Division con 23 vittorie e 9 sconfitte, la media spettatori crolla a 28749 presenze al Giants Stadium, un’emorragia purtroppo comune a tutta la lega. Nel primo round dei play-off i Cosmos maciullano in casa i Tulsa Roughnecks per 5-0 ma perdono di misura allo Skelly Stadium. L’ulteriore spareggio vede New York prevalere di misura tra le mura amiche. Successivamente i Cosmos hanno la meglio su San Diego, 2-1 sia in casa che in trasferta e volano così in finale a San Diego dove ancora una volta incontrano i Seattle Sounders. Questa volta lo scontro sarà molto meno spettacolare e più difensivo, e ancora una volta è Long John Chinaglia a togliere le castagne dal fuoco e regalare una vittoria di misura e il quinto ed ultimo Soccer Bowl ai Cosmos davanti ad appena 22634 spettatori. Come i dinosauri, la NASL era condannata all’estinzione. Con 20 reti e 15 assist Chinaglia è ancora una volta in cima alla classifica marcatori, bene anche Steve Moyers coi suoi 13 goal e 9 assist e l’inglese Steve Hunt, 9 marcature e 15 passaggi a rete. Oltre Chinaglia i Cosmos presenti nella selezione All Stars sono il portiere Hubert Birkermeier, il difensore Andranik Eskandarian e il centrocampista Vladislav Bogicevic. Unica nota amara della stagione è la seconda sconfitta consecutiva in finale di Transatlantic Challenge Cup ad opera dei Chicago Sting, vera bestia nera dei Cosmos durante gli ultimi anni della NASL. La competizione inizia il 26 Maggio coi Cosmos che pareggiano 2-2 col Napoli di fronte a 28887 spettatori, il 29 Maggio invece vincono 3-1 contro il rinomato Nacional de Montevideo, ma solo 14212 spettatori immortalano nei loro ricordi quell’importante vittoria, forse perché come già testato anni prima, non c’è una comunità uruguagia numerosa nella Grande Mela.Il 31 Maggio però 36904 persone sono testimoni di una vittoria corsara dei Chicago Sting che per 4-3 si aggiudica il trofeo nonostante la tripletta di Chinaglia. Le amichevoli durante la stagione NASL continuano e l’8 Giugno 1982 i Cosmos vincono di misura su un Milan che nonostante sia retrocesso in serie B annovera talenti come Piotti, Evani, Buriani, Tassotti, Maldera e Novellino. La rete dei Cosmos che regala l’emozione della vittoria ai 17896 presenti è di Steve Hunt. Il 28 Settembre il Giants Stadium vede la celebrazione dell’addio al calcio giocato di Carlos Alberto Torres, compagno di nazionale di Pélé in quel Brasile campione del mondo 1970 e testimone di quattro dei cinque Soccer Bowl vinti dai Cosmos. 37312 spettatori assistono a questa festa del soccer dal retrogusto un po amaro dove il calcio spettacolo la fa da padrone, e l’amichevole contro i brasiliani del Flamengo finisce 3-3. Il tempo di un’altra amichevole contro i messicani del Club America in casa con sconfitta per 1-0 il 9 Ottobre i Cosmos partono per il tour di Asia e Australia. Il 17 Ottobre a Melbourne New York prevale 3-2 su una selezione denominata Victorian All Stars, dopodiché è la volta dell’Estremo Oriente, dove affronta in ordine la nazionale sudcoreana e quella giapponese. Le prime due partite contro la Corea avvengono il 28 Ottobre a Jeung Jo e il 30 a Mason. In entrambe le sfide i Cosmos vincono, 2-1 e 1-0. Il tour si conclude con la triplice sfida contro la nazionale del sol levante, il 3 Novembre a Omiya, con vittoria dei Cosmos per 3-1, 4 giorni dopo a Osaka il risultato non cambia, e il 10 Novembre a Tokyo New York è ancora corsara sebbene stavolta di misura. Si conclude così l’annata 1982. Nel 1983 in una NASL ancora più allo sfacelo dopo gli ulteriori fallimenti di Edmonton Drillers, Jacksonville Tea Men e Portland Timbers i Cosmos come quasi tutte le altre squadre a fronte di una diminuzione delle partite di campionato vista la moria di squadre dell’ultimo biennio e per un ulteriore contenimento dei costi sfoltiscono consistentemente la rosa. Del nucleo storico di quella squadra di stelle rimangono ventuno giocatori, la squadra vincente dell’anno precedente eccetto Carlos Alberto che ha appeso gli scarpini al chiodo, Steve Hunt, tornato nel Regno Unito, Jeff Durgan, Hernan “Chico” Borja e Boris Bandov, dati in prestito al Team America Steve Wegerle, ceduto ai Fort Lauderdale Strikers, Seninho che ha imboccato la via di Chicago,François Van Der Elst tornato in patria e Ivan Buljan che come il belga lascia gli Usa, ma con il ritorno per la stagione di Franz Beckenbauer. Per queste ragioni troveranno finalmente spazio in squadra il centrocampista americano Darryl Gee, da anni in rosa ma che aveva giocato solo qualche amichevole e nella stagione indoor, il portiere David Brcic che che sostituisce Birkermeier sei volte, il centrocampista rumeno naturalizzato americano Erhardt Kapp e anche Mike Fox scenderà in campo due volte. La stagione indoor della NASL 1982/83 non viene disputata per motivi economici, ed anche i Cosmos riducono molto il glamour e lo sfarzo abbandonando le amichevoli di lusso all’estero e la preseason ai caraibi. Il 17 Aprile con una vittoria in quel di Vancouver per 2-1 agli shoot-out i Cosmos si aggiudicano la Spring Cup a spese dei Whitecaps, mentre il 30 Maggio inizia la quarta edizione della Transatlantic Challenge Cup, dove i Cosmos danno spettacolo stravincendo per 4-1 sulla Fiorentina di Antonioni. La prima partita del torneo internazionale porta al Giants Stadium 31294 spettatori. Va peggio il 2 Giugno quando New York perde 3-2 coi brasiliani del Sao Paulo, ma il 5 Giugno finalmente arriva la rivincita contro i Seattle Sounders che vengono sbaragliati per 4-1 vendicandosi così dello sgarro subito nella stessa competizione pochi anni prima e aggiudicandosi il trofeo di fronte a 51825 spettatori, una folla di altri tempi. Il campionato la squadra deve fare a meno di Chinaglia per buona parte della stagione per via di un infortunio ma grazie all’esplosione di Roberto Cabanas la squadra domina ancora il suo girone con 22 vittorie ed 8 sconfitte, questa volta però la corsa ai play-off termina al primo turno ad opera dei Montreal Manic che li sconfiggono 4-2 in Canada e 1-0 al Giants Stadium agli shoot-out. Cabanas è capocannoniere di lega con 25 goal e 16 assist, dietro di lui i suoi compagni di squadra Vladislav Bogicevic con 7 reti e 29 assist, Steve Moyers, 15 marcature ed 11 assist, Julio Cesar Romero con 10 goal e 21 assist e Giorgio Chinaglia che è riuscito comunque ad andare a segno 18 volte e mettendo assieme 2 assist. Cabanas è nominato NASL MVP e viene convocato tra le All Stars assieme ad Eskandarian, Beckenbauer e Bogicevic. La media spettatori ha tutto sommato tenuto rispetto all’anno precedente attestandosi sulle 27242 unità. Le amichevoli internazonali vedono i Cosmos fare polpette i freschi campioni d’Europa dell’Hamburg SV che il 15 Giugno rimediano una scoppola epocale perdendo 7-2 dinnanzi a 30720 spettatori, ma il 16 Ottobre se va un altro pilastro di quella squadra stellare, il marcatore più prolifico di tutta la storia del soccer Usa, il fautore della vittoria dei Soccer Bowl dell’era Pélé e post Pélé, l’ex nazionale italiano e campione d’Italia con la Lazio nel 1974 Giorgio Chinaglia. La partita d’addio viene giocata a Roma e come Pélé aveva fatto col Santos anche Chinaglia gioca un tempo per parte. L’Olimpico è gremito da 45000 spettatori in festa che vedono la loro Lazio vincere sui Cosmos per 3-1 proprio grazie a Chinaglia che si congeda così dal calcio giocato come un eroe dei due mondi. Ma i Cosmos sebbene a ranghi ridotti rimangono sempre una squadra internazionale e il 23 Ottobre visitano per la prima volta l’Africa nera. L’esordio non è dei migliori con la sconfitta per 2-1 da parte dell’Africa Sport, ma tre giorni dopo nella capitale del Camerun sono gli americani a vincere sul campo del Tonnerre de Yaoundé per 2-0 con reti di Angelo Di Bernardo e Wim Rijsbergen. Il tour si conclude il 28 Ottobre con un’altra vittoria a Yaoundé contro il Canon, un’altra delle squadre più popolari del Camerun che soccombe per 3-1 questa volta vanno a segno Angelo Di Bernardo, Darryl Gee e Chico Borja. Il 1984 è l’anno della fine della NASL e dei Cosmos. La lega è ridotta ad appena nove squadre, per via dei fallimenti di Seattle, Montreal e Team America, e un accordo sulla riduzione dei salari e l’istituzione di un salary cap per squadra ha sfoltito le rose delle squadre superstiti a soli diciannove giocatori. Chinaglia e Beckenbauer lasciano i Cosmos, come Robert Iarusci e Wim Rijsbergen e così anche Ricky Davis dirottato alla franchigia indoor dei St Louis Steamers ma che tornerà gli ultimi tre mesi della stagione nel tentativo inutile di salvare la baracca. Anche il paraguaiano Julio Cesar Romero lascia gli Usa per approdare in Brasile. Ritornano i prestiti dal Team America e in più arriva anche l’inglese naturalizzato americano Alan Green, lo slavo Dragan Vujovic prelevato dai falliti Montreal Manic, il polacco Stan Terleki acquistato dai Golden Bay Earthquakes, lo scozzese naturalizzato americano già di San Jose, Montreal e Vancouver Jerry Gray, il sudafricano naturalizzato americano Andrew Parkinson come Alan Green proveniente dal Team America, il difensore italo-canadese Carmine Marcantonio, già di Toronto Metros-Croatia,Washington Diplomats e Montreal Manics. Sempre dal Team America proviene anche il centrocampista di origine capoverdiana Pedro De Brito. Per la prima volta i New York Cosmos prendono sul serio la stagione indoor della NASL arrivando in finale dove vengono sconfitti per 3-0 dai San Diego Sockers, che stanno già iniziando a diventare una dinastia nella variante indoor del soccer. Il campionato indoor vede in panchina ancora una volta Ray Klivecka, mentre per il campionato NASL vero e proprio la squadra viene affidata ancora al sudafricano Eddy Firmani, ma purtroppo questa volta l’attacco della squadra sembra avere le polveri bagnate anche per via di un infortunio che tiene lontano dal campo Roberto Cabanas. Steve Moyers scende in campo solo 8 volte e segna 1 goal, Stan Terleki non riesce a riprodurre nel soccer le prodezze che è abituato a far vedere nella variante indoor, e nemmeno il cambio d’allenatore a campionato in corso, la coppia Klivecka-Birkermeier, e l’arrivo a fine campionato di Davis, del difensore polacco Wladislaw Zmuda e dell’italiano Giuseppe Damiani riesce a cambiare le cose. All’ex squadra stellare, da poco passata di mano dalla Warner Bros a Giorgio Chinaglia, basterebbe segnare un goal nelle ultime tre partite per arrivare ai play-off ma ciò non avviene, così i Cosmos per la prima volta dopo il 1975 non raggiungono i play-off e la media spettatori crolla ad appena 12817 paganti dispersi in quel cavernoso Giants Stadium fino a pochi anni prima riempito in ogni ordine di posti. Durante il fallimentare campionato 1984 viene chiesto a Pélé di tornare in campo ma il brasiliano ha il buon senso di dire no. La squadra si consola con la vittoria dell’ultima Transatlantic Challenge Cup, di fatto il canto del cigno dei Cosmos. I tour mondiali sono stati abbandonati e il numero delle amichevoli è stato consistentemente ridotto. Il Maggio New York affronta a Los Angeles i messicani del Club America che schiaffeggiano gli americani 3-0. Cinque giorni dopo i Cosmos vincono per 6-2 l’amichevole organizzata contro una selezione di ex giocatori di quella che fu la squadra che aveva fatto sognare milioni di americani e non solo dinnanzi a 32653 spettatori, ancora un’affluenza più che rispettabile. Il 28 Maggio inizia la Transatlantic Challenge Cup e quello che i Cosmos non fanno vedere in campionato lo tirano fuori quella sera deliziando i 37629 appassionati accorsi con una spettacolare vittoria sul Barcellona di Maradona per 5-3. Il 3 Giugno in finale i Cosmos si aggiudicano la coppa in virtù di un 4-1 rifilato all’Udinese di Zico, l’avvenimento è seguito al Giants Stadium da 31400 spettatori. Le ultime due amichevoli vengono disputate il 6 Luglio 1984 nello stato di Washington contro l’F.C. Seattle, vinta per 2-1 e in casa il 22 Luglio contro la formazione delle World All Stars che si impone per 3-1 dopo il temporaneo vantaggio dei Cosmos grazie ad un rigore trasformato da Neeskens. 37381 spettatori sono testimoni di una delle ultime apparizioni dei Cosmos, perché il peggio deve ancora venire. Il neopresidente Giorgio Chinaglia, che ricopre in Italia lo stesso incarico anche nella sua Lazio, decide di far partecipare i Cosmos alla stagione MISL 1984/85 e rifiuta di pagare il deposito di 150000 $ per la partecipazione alla stagione NASL 1985, venendo così espulsi dalla lega che orfana del suo fiore all’occhiello decide di chiudere subito dopo. Senza la disponibilità economica della Warner Bros, che sebbene avesse da tempo stretto la cinghia era comunque una sicurezza, i Cosmos vendono altri giocatori chiave del loro successo quali Bogicevic, Cabanas e Neeskens riempiendo la rosa di sconosciuti carneadi più qualche riserva che aveva giocato qualche partita negli ultimi anni. Rimangono Hubert Birkermeier, coadiuvato dal collega Shep Messing, Andranik Eskandarian, Steve Moyers, Dragan Vujovic e Mark Liveric, assieme ai gregari Angelo Di Bernardo, Jeff Durgan, Dan Canter e Alan Green. L’inglese Laurie Abrams, campione NASL 1983 con Tulsa viene acquistato dai San Diego Sockers, mentre l’argentino Luis Alberto è stato prelevato dai falliti New York Arrows dei quali i Cosmos hanno preso il posto. Restano dall’anno precedente oltre Carmine Marcantonio anche Andrew Parkinson, Pedro De Brito, Kaz Tambi e Doc Lawson,questi ultimi comparse passate per stato di necessità a ruoli di protagonisti o che comunque garantiscono la visibilità. Completa la rosa il centrocampista danese Flemming Lund, già di BK 1903, Royal Antwerp e Fortuna Dusseldorf. La squadra in se, pur non vantando più stelle internazionali come un tempo schiera in campo comunque una formazione di discreto valore, ma per via della forte instabilità e dalle difficoltà economiche dovute anche al fatto che la Warner Bros, pur essendo rimasta padrona del 40% delle azioni non sborsa più un centesimo per i Cosmos lasciando gli oneri al solo Chinaglia il quale deve pensare anche alla sua Lazio in pessime acque (a fine campionato retrocederà in serie B). La società rimane indietro nei pagamenti e la squadra è ultima in classifica abbandonata dal proprio pubblico, così Chinaglia, che aveva anche provato a tornare in campo senza successo, e Pinton, nel frattempo diventato vicepresidente e portavoce decidono di prendere la sofferta decisione di staccare la spina anticipatamente ritirando la franchigia dalla MISL prima della fine del campionato. Per fortuna, o purtroppo verrebbe da dire col senno di poi, la parola fine non è ancora scritta e Chinaglia, dopo pomposi proclami nei quali afferma che i Cosmos non sono morti, rivela ai giornali di aver organizzato una dozzina di amichevoli internazionali con squadre di prestigio internazionale. Ma questo ambizioso progetto rischia di saltare, sia perché l’autorità che gestisce il Giants Stadium solleva dubbi e obiezioni sulla possibilità di elargire i permessi sia perché i Cosmos sono al momento senza una lega, condizione basilare per poter disputare partite ufficiali, amichevoli o meno. Chinaglia risolve frettolosamente il problema iscrivendo la squadra nella New Jersey Italian-American league dove Klivecka disputa il campionato con una squadra b imbottita di giovani più qualche riserva. I rinati Cosmos sono una squadra con un budget molto ridotto e giocatori presi in prestito qui e là più Birkermeier, Eskandarian, Mark Liveric e Dragan Vujovic.Si rivede il difensore Kaz Tambi mentre lo slavo naturalizzato americano Louis Nanchoff ha già indossato le maglie di svariati team della NASL e della MISL. In prestito dalla Lazio arriva l’italiano Vincenzo D’amico mentre Claudio Marangoni, dopo aver segnato contro New York con la maglia dell’Indipendiente viene scritturato per disputare alcune partite coi Cosmos. Roberto “Macho” Figueroa e Carlos Caszley sono invece di nazionalità honduregna ed arrivano dal Real Murcia. Il primo match della serie va in scena il 27 Maggio, e vede la squadra allenata da Klivecka giocare contro i campioni del mondo per club dell’Indipendiente. La partita finisce 2-2 con doppietta di Marangoni e i goal dei Cosmos di Mark Liveric e Vojislav Vuckevic, quest’ultimo pochi secondi prima della fine della partita buttando in rete un cross del laziale D’Amico. Chinaglia e Pinton sono soddisfatti sia del risultato che dell’affluenza, 16556 spettatori. Il 9 Giugno sono i portoghesi dello Sporting Lisbona ad essere di passaggio al Giants Stadium. Grazie ai goal di Figueroa e Caszley entrati nel secondo tempo i Cosmos vincono per 2 reti a 0. L’affluenza tiene attestandosi sui 15724 paganti. Il 16 Giugno 1985 è il turno della Lazio di Lionello Manfredonia di fresco retrocessa in serie B. Sotto una pioggia scrosciante, tuoni e fulmini che sembrano creati ad arte gli appena 8677 spettatori assiepati sotto il mezzanino del Giants Stadium vedono la squadra romana vincere per 2-1 con goal di Giordano e Manfredonia e rete dei Cosmos di D’Amico al termine di una partita molto muscolare e fallosa. Chinaglia è molto deluso dalla scarsissima affluenza e decide così di disdire le amichevoli già organizzate e porre fine in questa mesta maniera alla storia dei Cosmos che proprio lui aveva contribuito a fare grandi.

 

I Chicago Sting scippano il Soccer Bowl ai Cosmos agli shoot-out (1981)

l'addio di Carlos Alberto nel 1982

il biglietto dell'ultima partita dei Cosmos contro la Lazio

il biglietto dell'ultima partita dei Cosmos contro la Lazio

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